La Gran Bretagna e l’Ucraina

Churchill temeva più di tutto l’espansione del comunismo, non era l’aspetto culturale della politica, pensava all’aspetto economico e geopolitico al di fuori dell’Occidente. Era l’unico inglese che da quasi due secoli pensava che la Russia fosse contro l’espansione globale della Gran Bretagna?  No, dallo Zar Ivan IV all’odierno Putin, la guerra tra queste due nazioni, tra accordi e scontri, è sempre stata la storia coinvolgendo Svezia, Finlandia, Polonia, Turchia, Francia e non ultima l’Italia per costringere Mosca alla sconfitta.

La Seconda guerra mondiale aprirà una fase di una pace non vera sino al 1989, dove gli inglesi faranno di tutto negli anni per costringere le nazioni sotto l’Urss a richiedere la loro libertà. Possiamo parlare di Berlino Est, Poznan, Budapest, Praga o Polonia. Tra l’autunno e l’inverno del 1989, le proteste di massa causarono il crollo dei regimi comunisti in Polonia, Ungheria, Germania Est, Bulgaria, Romania e Cecoslovacchia. Iniziò la dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991.

Ciò che accadde non fu solo colpa degli inglesi ma il loro messaggio venne recepito dagli americani che iniziarono a far sì che la Russia potesse essere sconfitta non sul piano di una guerra ma attraverso il sistema economico occidentale diventando una nazione senza più risorse economiche al proprio interno. Dopo Gorbaciov inizia la politica di Boris Eltsin  dove gli oligarchi fecero ciò che l’economia occidentale insegnò loro nel depredare una nazione agli sgoccioli.

Nell’agosto del 1999 Eltsin nomina Primo ministro della Russia Putin, poi suo successore. Nel suo primo mandato l’economia russa è cresciuta grazie ad  adeguate politiche economiche e fiscali.  Anche Putin ebbe i suoi problemi tra Caucaso e le campagne contro la Russia attraverso i media occidentali, fino ad arrivare al 2012 con le politiche ucraine e alla fine con la conquista della Crimea nel 2014. Non si creda che gli inglesi siano fuori da questa storia. In quest’ultima vicenda che riguarda l’Ucraina, il Regno Unito è tra le nazioni più attive. Dallo scoppio della guerra ha garantito il maggior supporto a Kiev attraverso la retorica anti-russa (prima era antisovietica) che non è altro che un’ esigenza politica interna per cercare di rafforzarsi come attore speciale dopo gli Usa.

Un giorno bisognerà parlare della componente culturale tra Ucraina e Gran Bretagna sapendo che la dirigenza ucraina fa riferimento a contenuti che fanno parte dei dettati di Bandera su cui gli Alleati vinsero la Seconda guerra mondiale.

Va ricordato, per rimanere al centro del problema, che la rivoluzione bolscevica aggiunse un connotato alla rivalità tra Russia e Gran Bretagna in quanto il pericolo comunista in India rappresentava una minaccia per l’impero inglese. Negli anni duemila quella rivoluzione russa rientra nei parametri nella logica del Brics (Brasile, Russia, India Cina, Sudafrica, Egitto, EmiratiArabiUniti, Iran e Indonesia) grazie ad un allargamento economico della Russia non solo in Europa ma soprattutto in Africa e in alcune zone del mondo. La volontà di Londra è essere decisiva, sempre contro la Russia, credendo di celebrare una vittoria sul campo.

Come finirà la guerra in Ucraina non possiamo dirlo, l’unica cosa che possiamo dire è che tutti i paesi occidentali, soprattutto l’Unione europea, hanno un loro creditore: Rothschild e la ‘compagnia’ bancaria e finanziaria. Da sempre l’Inghilterra ha finanziato l’economia ucraina, oltre ai meccanismi militari e agli uomini per addestrare le truppe, offrendo tecnologia: pensiamo ma non sappiamo, certo è che l’ultima guerra inglese dovrebbe cambiare i presupposti culturali per tornare ad una nazione di alto livello sia politico che economico, rimodulando la geopolitica estera e lasciando il vecchio bagaglio sui libri di storia. Le giuste reazioni all’invasione dell’Ucraina, a cui si assiste da parte del governo britannico, appaiono sempre più una contemporanea variante dell’antica avversione.