INTERNAZIONALE
Redazione, euJournal | 1 marzo 2026
La morte di Ali Khamenei, leader supremo della Repubblica Islamica, è stata confermata alle 2.30, ora italiana, dalla TV di Stato iraniana.
L’operazione israelo-americana si configura come l’assassinio di un leader di uno Stato sovrano, in palese contrasto con la legalità internazionale.
Oggi il potere di Teheran mostra un’immagine di stabilità. La questione principale è chi sostituirà Khomenei, mente Trump ha rivolto un appello diretto agli iraniani perchè «prendano il controllo del proprio paese», definendo questo momento come «l’ora della vostra libertà».
La situazione nelle città iraniane si intravedono lunghe code alle stazioni di servizio, mentre molti quartieri a Teheran sono diventati deserti e le unità speciali effettuano arresti, mentre scuole e università sono chiuse con il timore di una guerra, che le autorità ritengono non breve.
Durante Consiglio di Sicurezza straordinario delle Nazioni Unite di ieri 28 febbraio 2026 la Russia e la Cina hanno condannato gli attacchi americani e israeliani. Gli Stati del Golfo — Arabia Saudita, Emirati, Kuwait, Oman, Qatar, Bahrein, Siria e Giordania — hanno invece definito “vili” i bombardamenti iraniani contro di loro.
Arabia Saudita, Iraq, Emirati Arabi Uniti e Qatar sono esposti sul petrolio, in quanto la totalità delle loro esportazioni transita nello Stretto di Hormuz.
Autore: Redazione
Editore: euJournal
Categoria: Editoriale • Internazionale • Asia occidentale
In copertina: Gli alti comandanti delle forze armate della Repubblica islamica dell’Iran hanno incontrato il leader della rivoluzione, l’ayatollah Khamenei per il nuovo anno iraniano, 11 aprile 2016 (Licenza Creative Commons, Wikimedia Commons)

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